domenica 11 agosto 2013

In Italia, cosa succede agli immigrati dopo lo sbarco?

Due giorni fa un peschereccio con 104 immigrati a bordo si è fermato a poche decine di metri dalla spiaggia di Catania. Sei di loro sono affogati subito dopo essersi gettati dal naviglio. Una tragedia, non c'è che dire. Che però ha riaperto alcuni scampoli di informazione sul dossier immigrazione clandestina in Italia. In una serie di post che seguiranno, tenteremo una rassegna stampa ragionata su alcuni temi fondamentali, proprio a partire da questo tragico episodio.

 
Per esempio, chi si ricorda il centro di prima accoglienza di Lampedusa? E cosa succede, generalmente, dopo che gli immigrati sbarcano oggi in Italia? Sul Corriere della Sera, in un articolo di Felice Cavallaro, si legge tra l'altro:
Basta guardare il centro accoglienza dell'isola che esplode: mille migranti fra baracche con appena 250 brande, le recinzioni facilmente abbattute, pacifici cortei contro la prassi del rilascio delle impronte digitali. Tanti vengono imbarcati sul maleodorante e scassato traghetto dei turisti diretto a Porto Empedocle dove una tensostruttura accoglie i profughi. Ma senza sicurezza. E ieri ne sono fuggiti 180.

Invece, in un box su Repubblica, alcuni numeri e punti di riferimento geografici interessanti:
E' la nuova Lampedusa. Pozzallo, centro di 20mila abitanti nel Ragusano, sta diventando una polveriera. Dall'inizio dell'anno sono 2.348 i migranti approdati in questo lembo sud-orientale in Sicilia, 1.144 nel solo mese di luglio. Il centro di prima accoglienza scoppia: ha 180 posti, ospita 358 stranieri. "Vengono da Somalia, Eritrea, Egitto, Siria, Libia - dice Andrea Tassara, comandante della Capitaneria - e chiedono tutti asilo politico". Secondo il sindaco Luigi Ammatuna, i migranti vengono fatti approdare a Pozzallo per decisione del governo, che intende decongestionare Lampedusa evitando costosi ponti aerei. Ma a influire sono anche le nuove rotte dei migranti, sempre più spesso in partenza da Siria ed Egitto anziché dalla Libia.

sabato 10 agosto 2013

Trafficanti di esseri umani. In Francia e Spagna si arrestano

A Milano, qualche giorno fa, sono "piovute" tre ragazze cinesi da un balcone . Fuggivano, nude e ferite, da un appartamento di Via Mac Mahon, zona semicentrale al nord della metropoli lombarda. La notizia ha avuto un certo rilievo sui media italiani, poi però è già sfumata, proprio mentre invece si iniziano a scoprire le motivazioni del gesto: si trattava di estorsione da parte di una banda che operava tra Cina ed Europa.

Intanto tra Spagna e Francia, scrive sulla prima pagina del suo sito Web la CNN, sono stati arrestati 75 uomini di nazionalità cinese accusati di aver messo su un sistema spietato di traffico di esseri umani. Il costo del "viaggio" da Pechino all'Europa era di circa 50mila euro.

"Trafficanti di esseri umani", un'espressione che si sente poco - troppo poco - nel dibattito italiano. Politiche di immigrazione serie, invece, dovrebbero mettere questi criminali nel mirino. Seriamente.

(Torno a postare dopo tanto tempo, tantissimo. Vediamo se dura).