C'è almeno un settore delle politiche dell'immigrazione che rischia troppo spesso di rimanere nell'ombra: si tratta della formazione e della stipula di tutta una serie di accordi tra i Paesi d'origine e i Paesi di destinazione dei flussi migratori. E' un aspetto importante del tentativo di governare in maniera non soltanto emergenziale il fenomeno. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è espresso anche sabato sul tema (vedi sotto). Sarebbe interessante tracciare una "mappatura" di questa sorta di politica estera parallela del nostro Paese.
IMMIGRATI: MARONI, ACCORDI PER PREVENZIONE PIU' IMPORTANTI CHE PATTUGLIAMENTO = Varese, 29 mag. - (Adnkronos) - "Gli accordi con i paesi di origine e di transito dell'immigrazione sono piu' importanti del pattugliamento". E' questa l'opinione del ministro dell'Interno Roberto Maroni che a Varese ha presentato alla stampa l'esito del G6 dei ministri dell'Interno europei a cui hanno presenziato anche rappresentanti degli Stati Uniti e dell'Unione europea. "L'Italia ha sviluppato in questi due anni un'azione importante di accordi con i paesi del Magreb e del Sud-Sahara e pensiamo adesso che questo lavoro debba essere fatto dalla Commissione europea per garantire una omogeneita' tra i paesi. L'accordo con la Libia -sottolinea Maroni- ha dato grandi risultati e puo' essere preso come esempio per accordi bilaterali promossi dall'Unione europea".
Il ministro torna poi a chiedere un rafforzamento dell'Agenzia Frontex "che non svolga più soltanto il ruolo di coordinamento delle politiche per fronteggiare l'immigrazione clandestina ma abbia la responsabilità diretta del controllo dei confini, della gestione dei Centri di accoglienza e dei rimpatri. Su questo c'è l' accordo del commissario europeo agli affari Interni ma è necessario un accordo comune di tutti i Paesi europei".
Maroni, infine, ribadisce la necessita' di un accordo tra la Cina e l'Unione europea per definire le politiche di immigrazione dal paese asiatico al nostro continente.
Nessun commento:
Posta un commento