domenica 24 luglio 2011

Obama il deportatore

Chissà se qualcuno, in Italia, riprenderà (e magari commenterà) questi numeri sulla politica dell'immigrazione del presidente Democratico degli Stati Uniti, Barack Obama: "Circa 393mila persone sono state deportate (dagli Stati Uniti d'America, ndr) nell'anno fiscale che si è concluso il 30 settembre 2010, la metà delle quali ha commesso crimini, secondo una recente analisi della Associated Press. Il rapporto, che cita dati dello US Immigration and Customs Enforcement (ICE), afferma che 27.635 persone sono state deportate dopo aver ricevuto citazioni giudiziarie per guida in stato di ebbrezza, a fronte di 10.851 persone nell'ultimo anno completo sotto l'Amministrazione Bush". E ancora: "13.028 persone sono state deportate per violazioni meno gravi del codice della strada, ovvero tre voltre il numero (4.527) di quanti erano stati deportati due anni prima". (Fonte: Christian Science Monitor)

Siamo a circa 1.100 immigrati deportati al giorno dagli Stati Uniti, insomma
. Ma al di là di questi numeri, che non dovrebbero stupire troppo chi segue le vicende delle politiche dell'immigrazione americana al netto di tanta retorica fatta sul presidente Democratico, la domanda interessante è un'altra: non è che Obama, dietro questo volto di ferro, stia in realtà nascondendo un sostanziale appeasement nei confronti dei datori di lavoro di immigrati irregolari? Secondo i Repubblicani, infatti, mentre aumentano le deportazioni per infrazioni al codice della strada (!), sarebbero diminuiti i controlli sui posti di lavoro. Da verificare.

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