lunedì 31 maggio 2010

Immigrazione: meglio temporanea ma con più diritti

Dall'International Labour Organization (Ilo), e in particolare da una sua consulente italiana, viene una proposta non scontata - o quantomeno non già sentita - per la gestione dei flussi migratori ai tempi della crisi. Questa mattina infatti, a Torino, si è tenuto un convegno organizzato dall'Ilo, agenzia dell'Onu con sede nel capoluogo torinese; titolo: "Migrazioni internazionali di manodopera, una prospettiva per il dopo crisi".

Cosa c'entra la crisi? Sicuramente la recessione ha avuto un impatto sul mondo di lavoro tout court: in tre anni il numero di disoccupati è cresciuto da 29 a 59 milioni di persone, imponendo - o meglio, suggerendo - un ripensamento delle politiche che regolano la vita di 200 milioni di immigrati in tutto il pianeta.

E qui veniamo alla proposta, avanzata da Alessandra Venturini, consulente dell'Ilo e docente all'università di Torino. Secondo quanto riportato dall'Ansa, la Venturini avrebbe sostenuto che le politiche migratorie dovrebbero poggiare su tre pilastri: "Garantire piena integrazione dei migranti che sono già nei paesi 'ricchi' e ci resteranno, favorire l'immigrazione temporanea legata all'offerta di lavoro, rendere i criteri più selettivi cercando quelle professionalità di cui il mercato ha bisogno".

domenica 30 maggio 2010

La politica estera dell'immigrazione

C'è almeno un settore delle politiche dell'immigrazione che rischia troppo spesso di rimanere nell'ombra: si tratta della formazione e della stipula di tutta una serie di accordi tra i Paesi d'origine e i Paesi di destinazione dei flussi migratori. E' un aspetto importante del tentativo di governare in maniera non soltanto emergenziale il fenomeno. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è espresso anche sabato sul tema (vedi sotto). Sarebbe interessante tracciare una "mappatura" di questa sorta di politica estera parallela del nostro Paese.

IMMIGRATI: MARONI, ACCORDI PER PREVENZIONE PIU' IMPORTANTI CHE PATTUGLIAMENTO = Varese, 29 mag. - (Adnkronos) - "Gli accordi con i paesi di origine e di transito dell'immigrazione sono piu' importanti del pattugliamento". E' questa l'opinione del ministro dell'Interno Roberto Maroni che a Varese ha presentato alla stampa l'esito del G6 dei ministri dell'Interno europei a cui hanno presenziato anche rappresentanti degli Stati Uniti e dell'Unione europea. "L'Italia ha sviluppato in questi due anni un'azione importante di accordi con i paesi del Magreb e del Sud-Sahara e pensiamo adesso che questo lavoro debba essere fatto dalla Commissione europea per garantire una omogeneita' tra i paesi. L'accordo con la Libia -sottolinea Maroni- ha dato grandi risultati e puo' essere preso come esempio per accordi bilaterali promossi dall'Unione europea".

Il ministro torna poi a chiedere un rafforzamento dell'Agenzia Frontex "che non svolga più soltanto il ruolo di coordinamento delle politiche per fronteggiare l'immigrazione clandestina ma abbia la responsabilità diretta del controllo dei confini, della gestione dei Centri di accoglienza e dei rimpatri. Su questo c'è l' accordo del commissario europeo agli affari Interni ma è necessario un accordo comune di tutti i Paesi europei".

Maroni, infine, ribadisce la necessita' di un accordo tra la Cina e l'Unione europea per definire le politiche di immigrazione dal paese asiatico al nostro continente.

Stretta sull'immigrazione in Arizona

Ieri a Phoenix, Arizona, è stata giornata di manifestazioni contrapposte sull'immigrazione. Da una parte gli oppositori, dall'altra i sostenitori di una nuova legge statale che impone una stretta sull'immigrazione clandestina. Cosa prevede la legge? Il New York Times la sintetizza così: "It would allow the police to check the immigration status of people they suspect are illegal immigrants when they have been stopped for another reason. It also makes it a state crime, not just a federal one, to not carry immigration papers". Se i ricorsi presentati dagli oppositori non avessero successo, la nuova norma entrerà in vigore dal prossimo 29 luglio.

Due brevi notazioni sulle manifestazioni. Primo, tanto tra i favorevoli quanto tra i contrari - scrive la giornalista del NYT Randal Archibold - c'è stato largo uso di bandiere a stelle e strisce. Secondo, tra i promotori dell'appuntamento a favore della stretta sull'immigrazione ci sarebbero i Tea Party locali. "Lo facciamo per contrastare qualsiasi boicottaggio contro il libero mercato", spiega Tina Loudon, appartenente ai Tea Party di St. Louis: "L'Arizona ha un diritto sovrano ad applicare le proprie leggi sull'immigrazione".