lunedì 7 giugno 2010

L'Italia sempre più multietnica

L'Istat ha pubblicato oggi il bilancio demografico per il 2009. Dal quale risulta, come hanno titolato le maggiori agenzie di stampa, che "l'Italia è sempre più un paese multietnico". Colgo l'occasione per fare il punto su alcuni dati.
Innanzitutto la quota di stranieri residenti nel nostro Paese, secondo l'Istat, è pari al 7 per cento della popolazione totale (60.340.328 persone al 31 dicembre 2009). Nel 2008 gli stranieri erano invece 6,5 ogni 100 residenti.

L'Istat nota inoltre come la nostra popolazione cresca solo grazie al contributo degli immigrati. (Sia detto per inciso, è da capire - e non da dare per scontato - se questo costituisca un beneficio o meno. Alcuni ritengono lo sia in termini di equilibrio dei conti pubblici e in prospettiva della sostenibilità del nostro sistema pensionistico; altri potrebbero oppore l'argomento che i servizi sociali risultano "sovraccaricati", come pure l'ambiente urbano e naturale. Ma, ripeto, tutto questo è da approfondire). Quel che conta rilevare è che se i bambini stranieri nati vivi nel 1995 erano 9mila (1,7 per cento del totale), oggi sono 77mila (13,6 per cento del totale).


Quanto alla distribuzione sul territorio, la presenza straniera è concentrata soprattutto al Centro-Nord (9,8 per cento nel Nord-est; 9,3 per cento nel Nord-ovest e 9,0 per cento al Centro), mentre nel Mezzogiorno la quota di stranieri residenti è solo del 2,7 per cento.

Per quanto riguarda la composizione etnica della popolazione immigrata, l'Istat non fornisce dati disaggregati, e quindi occorre rifarsi ai numero del rapporto Caritas/Migrantes: prevale la provenienza europea (53,6 per cento), seguono africani (22,4 per cento), asiatici (15,8 per cento) e americani (8,1 per cento). Per avere qualche idea in termini assoluti: le prime cinque comunità superano la metà dell'intera presenza straniera: 800mila romeni, 440mila albanesi, 400mila marocchini, 170mila cinesi e 150mila ucraini.

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