Una delle teorie che più mi ha colpito studiando il caso australiano, è quella che discende dallo studio - da parte di analisti come Katharine Betts - delle serie storiche dei sondaggi nell'opinione pubblica: una politica "ferma" sull'immigrazione - o apparentemente restrittiva - va spesso a braccetto con un tasso inferiore di ostilità degli autoctoni nei confronti degli immigrati.
L'ultimo sondaggio in materia, pubblicato dal Financial Times, sembra grossomodo avallare questa osservazione. "Più di 6 Inglesi su 10 - scriveva lo scorso 6 settembre il quotidiano della City - ritengono che l'immigrazione nel Regno Unito stia diminuendo la qualità della vita. Il che suggerisce, secondo l'analisi demoscopica realizzata, che gli inglesi siano più ostili nei confronti degli immigrati di quanto non siano le persone di Francia, Germania, Spagna o Italia". Qual è lo Stato che segue subito dopo in quanto a tasso di "ostilità" nei confronti dei nuovi arrivati? La tollerantissima e socialisteggiante Spagna. A Madrid la disoccupazione è attorno al 20 per cento, e forse qualche legame con l'attuale atteggiamento dell'opinione pubblica nei confronti degli immigrati c'è.
Sorpresa: Italia e Francia, nelle ultime settimane al centro delle polemiche della carta stampata per alcune loro scelte in materia di immigrazione - definite eccessivamente restrittive, per usare un eufemismo - risultano meno ostili di altri Stati europei. La fermezza, forse, è l'anticamera della ragionevolezza?
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giovedì 9 settembre 2010
mercoledì 9 giugno 2010
Svolta nel Regno Unito? Troppo presto per dirlo, ma c'è un segnale
Alle recenti elezioni inglesi, secondo gli analisti, i Laburisti avrebbero perso un bel po' di voti sul tema dell'immigrazione. A dimostrarlo, indirettamente, ci sono i nuovi toni che ora la sinistra inglese utilizza sul tema. Ma gli Inglesi, per cosa hanno votato? Il fatto che al governo ci sia una coalizione (tra Tories e LibDem), potrebbe rendere il tutto un po' meno chiaro. Ma intanto, ecco una prima misura presa dall'esecutivo di David Cameron.
Secondo quanto riportato dalla Reuters, d'ora in poi gli immigrati extra-comunitari che sposano cittadini inglesi e si trasferiscono nel Regno, devono sostenere obbligatoriamente un test di lingua inglese per ottenere un visto. La stessa regola vale anche per le coppie non sposate. Theresa May, Home Secretary del governo Cameron, ha spiegato che parlare inglese è un pre-requisito necessario a chiunque voglia vivere nel Paese: "Il nuovo requisito per i partner contribuirà a promuovere l'integrazione, a rimuovere le barriere culturali e a proteggere i servizi pubblici".
Interessante notare, infine, come una misura del genere fosse stata già decisa dal Labour, che però aveva previsto sarebbe entrara in vigore nel 2011. Cameron ha deciso di accelerare, annunciando - per bocca di Theresa May - che questa di oggi è soltanto la prima di un più vasto insieme di misure tese ad "assicurare che l'immigrazione sia gestita propriamente e a beneficio del Regno Unito.
Secondo quanto riportato dalla Reuters, d'ora in poi gli immigrati extra-comunitari che sposano cittadini inglesi e si trasferiscono nel Regno, devono sostenere obbligatoriamente un test di lingua inglese per ottenere un visto. La stessa regola vale anche per le coppie non sposate. Theresa May, Home Secretary del governo Cameron, ha spiegato che parlare inglese è un pre-requisito necessario a chiunque voglia vivere nel Paese: "Il nuovo requisito per i partner contribuirà a promuovere l'integrazione, a rimuovere le barriere culturali e a proteggere i servizi pubblici".
Interessante notare, infine, come una misura del genere fosse stata già decisa dal Labour, che però aveva previsto sarebbe entrara in vigore nel 2011. Cameron ha deciso di accelerare, annunciando - per bocca di Theresa May - che questa di oggi è soltanto la prima di un più vasto insieme di misure tese ad "assicurare che l'immigrazione sia gestita propriamente e a beneficio del Regno Unito.
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Sull'immigrazione i Laburisti inglesi ci ripensano?
La battaglia per la successione a Gordon Brown alla guida del Partito Laburista inglese è entrata nel vivo. E ora i maggiori candidati tornano a parlare di immigrazione, dopo che la campagna elettorale per le elezioni nazionali, sul tema, era stata contrassegnata per la sinistra soprattutto da una grave gaffe del primo ministro uscente.
I toni usati sono molto innovativi. Peccato che praticamente smentiscano un decennio di politiche laburiste, come sottolinea anche Harriet Sergeant - con una certa ruvidità - in questo articolo sul Daily Mail.
Update: Qui potete leggere integralmente l'articolo del candidato alla leadership laburista Ed Balls, apparso domenica sul Guardian.
I toni usati sono molto innovativi. Peccato che praticamente smentiscano un decennio di politiche laburiste, come sottolinea anche Harriet Sergeant - con una certa ruvidità - in questo articolo sul Daily Mail.
Update: Qui potete leggere integralmente l'articolo del candidato alla leadership laburista Ed Balls, apparso domenica sul Guardian.
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