Su Immigration Talk ho dato conto di un interessante articolo apparso nelle scorse settimane sul Wall Street Journal a firma Giulio Meotti. Ora Neodemos torna su quell'articolo, correggendo alcuni dei dati citati dal quotidiano americano alla luce delle ultime rivelazioni Istat. Il contribuito, a firma di Marco Marsili, è sicuramente da leggere. Ecco lo stato dell'arte più aggiornato sulla situazione italiana:
Per chi volesse, c'è anche un "piccolo vademecum" su giornalismo e demografia.[…] Meotti scrive che il numero medio di figli per donna in Italia sarebbe oggi pari a 1,3. Secondo le ultime stime Istat, esso risulta invece pari a 1,41 (anno 2009). Una differenza non di poco conto se si considera, inoltre, che l'indicatore è in crescita rispetto ai livelli della metà degli anni '90.
Si sostiene che 35 anni fa, quindi nel 1975, la popolazione residente di età 0-4 anni risultava pari al 9%: secondo i dati Istat era invece pari all'8%.
Si sostiene che oggi (ma non si dice in che momento preciso) la medesima popolazione rappresenti il 4,2% del totale. Secondo i dati Istat la popolazione di 0-4 anni risulta pari al 4,7% al 1.1.2009.
Si sostiene che il calo di popolazione sia concentrato soprattutto nel Centro-nord, ossia nella parte più ricca e industrializzata del Paese. Sta già accadendo e, verosimilmente accadrà in futuro, esattamente il "contrario" di tale affermazione. Il Centro-nord, pur se oggi caratterizzato da un maggior invecchiamento della popolazione rispetto al Mezzogiorno, non è affatto in declino numerico. Va ricordato che l'Italia ha superato la soglia dei 60 milioni di residenti lo scorso anno, grazie soprattutto all'immigrazione e, pertanto, grazie proprio alle regioni centro-settentrionali. Ma di tutto ciò, soprattutto per quel che riguarda la trasformazione dell’Italia in Paese di accoglienza e dell’importante prospettiva dei cosiddetti “nuovi italiani", nell’articolo non viene fatta menzione. […]